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Decreto sicurezza-bis e mozione pro-TAV: alla faccia del cambiamento!

Roma -

In pochi giorni il governo Conte ed il Parlamento hanno approvato due vergognosi provvedimenti destinati a pesare sul nostro prossimo futuro. Prima il Governo Lega-Cinque Stelle ha dato il via libera ad decreto sicurezza-bis, non contento degli effetti nefasti del primo decreto Salvini, incassando la rinnovata fiducia di tutta la compagine governativa.

Chi aveva creduto, a ottobre 2018, che il consenso dei Cinque Stelle alle norme razziste e liberticide fosse una concessione estrema e non rinnovabile è stato clamorosamente smentito dai fatti: con il decreto bis si va ben oltre sia sul fronte della persecuzione dei migranti e di chi si azzardi a soccorrerli, sia sul terreno della restrizione degli spazi di agibilità e di manifestazione del dissenso. Un provvedimento gravissimo che indirizza il nostro paese verso lo “stato di polizia”.


Poi in Senato c'è stata l'approvazione della mozione pro-TAV, preceduta dal via libera del Presidente del Consiglio, alla realizzazione dell'opera inutile e dannosa e a sostegno di quella politica delle Grandi Opere che in questi anni ha significato solo malaffare, spreco di risorse pubbliche, sfruttamento selvaggio del territorio, subalternità agli interessi delle grandi aziende e completa indifferenza per le ragioni e gli orientamenti delle popolazioni che vivono nelle zone interessate. Su questa mozione si è registrata la convergenza praticamente di tutto l'arco parlamentare (e sindacale) con la sola eccezione dei Cinque Stelle, che restano però responsabili di aver firmato un contratto di governo che ha lasciato ampi margini alla Lega per rimettere poi tutto in discussione.


Sono mesi che stiamo vivendo una lenta ed estenuante crisi di governo, durante la quale però continuano a passare atti e scelte politiche di estrema gravità. Ora che si avvicina il tempo dell'approvazione della nuova legge finanziaria e che la UE si appresta a chiederci nuovi sacrifici, la fibrillazione tra i due alleati è in aumento. Quale che sia l'esito di questa interminabile pantomima, dietro l'angolo non ci attende una svolta politica per il paese, ma una fase molto dura di lotta e di mobilitazione per ricacciare indietro spinte reazionarie e misure antipopolari. Una fase nella quale sarà molto importante mantenere tutta la lucidità necessaria per affermare il punto di vista indipendente del movimento dei lavoratori, stretto tra il populismo reazionario di Salvini ed il rigore neoliberista della sinistra d'élite.

Unione Sindacale di Base

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