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Pubblico Impiego, la farsa degli arretrati. USB: non serve un contratto veloce, serve un buon contratto

Roma -

Governo e sindacati complici hanno fretta. Fretta di chiudere un contratto senza contrattazione. Senza discutere, come si dovrebbe, di ordinamenti vetusti; di un orario di lavoro, che nonostante l'informatizzazione, non si concilia affatto con le esigenze di vita; della soluzione al problema del mansionismo. Cedendo senza resistere alle strette sui permessi L.104/92; alla valutazione “meritocratica”; all'inasprimento del codice di disciplina.

Governo e sindacati complici, hanno fretta. Fretta non solo di far arrivare in busta paga prima delle elezioni politiche i famosi 85 euro lordi medi (50 euro netti, forse... dipende quanto andrà in tabellare), ma soprattutto fretta di dare ai lavoratori ben 460 euro lordi medi di arretrati (circa 280 euro netti) comprendenti il 2016 e il 2017. La bellezza di 10 euro netti al mese, per il biennio preso in considerazione dal Governo. Se invece, come sarebbe giusto, volessimo considerare l’intero periodo di blocco contrattuale dal 2010 ad oggi, l’arretrato sarebbe di 2,90 euro netti al mese! Va bene pochi maledetti e subito, ma stavolta stanno esagerando!

Non bastasse, il famoso escamotage per risolvere il problema di chi perderebbe il bonus degli 80 euro, da calcoli apparsi sui giornali sembrerebbe non funzionare. Riteniamo invece che i lavoratori debbano riappropriarsi del contratto quale strumento per migliorare la propria condizione materiale e di lavoro.

Per questo USB ha abbandonato il tavolo delle Funzioni Centrali chiedendo l'apertura di un confronto politico. Per questo ha chiamato i lavoratori allo sciopero del 10 novembre e alla manifestazione nazionale dell'11.

Dopo otto anni di blocco contrattuale non serve un contratto veloce, ma un buon contratto. Un contratto che riconosca almeno il recupero dell'inflazione di questi otto anni restituendo in busta paga almeno quei 300 euro che mancano e che affronti le questioni irrisolte senza produrre arretramenti sul piano dei diritti.

USB Continuerà a lavorare per questo, partendo dalla propria piattaforma contrattuale e dalla voglia dei lavoratori pubblici di tornare protagonisti. In tutto ciò l'USB è l'unica organizzazione sindacale ad aver finora indetto le elezioni RSU. Facilmente comprensibile l'inerzia di CGIL CISL e UIL, ben consapevoli che il contratto che sono ansiosi di firmare porterà un'elemosina nelle tasche dei lavoratori a fronte di un peggioramento delle condizioni di lavoro e di arretramento sui diritti.

DOPO OTTO ANNI DI BLOCCO NON SERVE UN CONTRATTO VELOCE, SERVE UN BUON CONTRATTO!



Esecutivo Nazionale USB PI