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I PENSIONATI USB PERCEPISCONO ESCLUSIVAMENTE IL FRUTTO DEL LORO LAVORO.

Tito Boeri si occupi delle pensioni da fame oltre a quelle dei sindacalisti.

Roma -

Il Presidente INPS Tito Boeri ha affermato l'intenzione di “....intervenire sui privilegi di alcune categorie. Cominceremo con una circolare che interviene su un privilegio che i sindacalisti si sono concessi: alla fine della loro carriera hanno versato copiosamente contributi per rimpinguare la loro posizione previdenziale", con l'effetto di aumentare l'importo della pensione percepita....”

Due le nostre considerazioni.

La prima è che Tito Boeri dovrebbe fare nomi e cognomi e rispettive sigle sindacali di chi utilizza questa pratica, perché per quel che ci riguarda USB non ha mai versato contributi di tal genere. A prova di ciò riportiamo le cifre percepite mensilmente dai tre pensionati che rivestono la massima carica nel sindacato (Esecutivo nazionale) insieme ad altri 12 componenti in attività lavorativa. Emidia Papi (ex dipendente della provincia) percepisce una pensione netta di 1.335 euro, Nazareno Festuccia (ex dipendente della sanità) 1.640 euro e Fabrizio Tomaselli (ex assistente di volo Alitalia) 2.000 euro. Tutte pensioni che si riferiscono alla precedente attività lavorativa e a contributi effettivamente versati.

La seconda considerazione riguarda invece il fatto che il Presidente INPS dovrebbe interessarsi maggiormente alle pensioni da fame di tante donne e uomini, piuttosto che farsi propaganda con tematiche demagogiche come questa. Se esiste un problema di questo tipo e se qualcuno (lo ribadiamo, facendo nomi e cognomi) utilizza alcuni istituti previdenziali previsti da una legge evidentemente varata a “ricompensa” per la pace sociale garantita da cgil, cisl e uil, si intervenga subito senza far tanto rumore.