COMUNICATI STAMPA

Roma, via dell'Aeroporto 129

Tel./Phone:
(+39) 06 54070479

Fax:
(+39) 06 54070448

e-mail:
usb@usb.it

CRISI ALITALIA, E' TEMPO DI PENSARE ALLE ALTERNATIVE

Nazionalizzazione e riforma del settore l’uscita di sicurezza.

Roma -

Commentare lo stillicidio di indiscrezioni alla vigilia dell’imminente Piano Industriale di Alitalia è un esercizio forse inutile, ma è certo che se fosse confermato quanto trapela saremmo di fronte a una situazione del tutto ingestibile.

Un piano industriale senza investimenti e costruito sull’ennesimo taglio draconiano di flotta, di rotte, di occupazione e del costo del lavoro, calato tra l’altro ancora una volta in un settore senza regole, rappresenterebbe il colpo di grazia per quello che rimane della Compagnia. Uno scenario che non sapremmo da quale sindacato kamikaze potrebbe essere avallato e che i lavoratori respingerebbero con tutti gli strumenti a propria disposizione.

Sarebbe grave e irresponsabile lasciare briglie sciolte a una trattativa impossibile senza cercare e proporre alternative, aspettando il momento giusto per lasciare il cerino in mano al “fortunato” di turno per giustificare il secondo commissariamento di Alitalia in 8 anni.

Per questo USB si riserva di valutare il Piano che sarà presentato ufficialmente, ma invita da subito il Governo a prendere l'iniziativa prima che la situazione sia senza via d’uscita e propone la nazionalizzazione come ipotesi concreta accompagnata dalla troppa attesa riforma del settore.

Il Governo ha la piena responsabilità di tutelare un bene industriale di un settore strategico per la mobilità dei suoi cittadini e i flussi turistici del Paese.
Alitalia, con i suoi migliaia di occupati diretti e indiretti, sta pagando errori macroscopici di gestione e strategia industriale che si sono ripetuti nei decenni passati.
Ci vogliono ingenti investimenti e tempo per riconvertirla e riposizionarla nel settore e produrre reddito e questo non può certo essere assicurato da imprenditori privati con il vizietto del “prendi i soldi e scappa”.
Ci vuole una riforma del trasporto aereo e regole certe, per gli aeroporti ed i vettori, per far cessare il dumping e la concorrenza sleale da parte di altri operatori.

Le alternative al declino e alla scomparsa di Alitalia e alla conseguente tragica perdita di occupazione ci sono: i lavoratori non rimarranno con le mani in mano ad aspettare la sua morte e la messa in discussione di migliaia di posti di lavoro.