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Trasporto Aereo in crisi: il 23 febbraio si sciopera

USB, dal Contratto Nazionale alla vertenza Alitalia, ormai è un confronto senza i lavoratori.

Roma -

COMUNICATO STAMPA

La trattativa avviata ieri 16 febbraio sulla parte generale del Contratto nazionale  del Trasporto Aereo tra Cgil Cisl Uil e Ugl e le rappresentanze delle aziende, parte senza la convocazione di USB, Unica, Anpac ed Anpav, ovvero con l’esclusione di larghe fette di rappresentanza e senza che ci sia stato coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori nella costruzione di una piattaforma. Si sta volutamente ignorando come in molte compagnie, che a partire da Alitalia e Meridiana e in molti aeroporti, la rappresentanza di alcune categorie non sia più nella disponibilità delle sigle "confederali".

L’esclusione di sigle fortemente rappresentative in larga parte del settore si collega purtroppo con il fatto che da parte di Cgil Cisl Uil e Ugl  non c’è stata presentazione degli obiettivi, non una sola ora di confronto con i lavoratori riguardo la piattaforma del rinnovo del CCNL. Vogliamo ricordare come nel Trasporto Aereo sono in vigore ben sei trattamenti contrattuali differenti che vanno dalle società di assistenza al volo, alle gestioni aeroportuali, ai catering, ai vettori, passando per le compagnie straniere e gli elicotteristi. Con l'esclusione di sigle rappresentative temi come occupazione, reddito, diritti, salute e sicurezza assumono quindi contorni quasi d’élite che non sembrano riguardare i lavoratori.

Il sistema continua a blindarsi proprio mentre è stritolato dalla crisi che le scelte passate dei medesimi attori al tavolo hanno provocato, mentre le richieste contenute nella piattaforma USB presentata a dicembre 2016 vanno nella direzione esattamente opposta.

Anche in Alitalia si è interrotta la trattativa dei contratti a livello aziendale che è stata artatamente spostata in sede ministeriale per cancellare con un blitz ogni legittima titolarità alla negoziazione, così come accaduto precedentemente, sempre con pessimi risultati per i lavoratori.

Si comprende quindi che il Governo non abbia voglia di fare quegli interventi radicali di cui Alitalia avrebbe disperato bisogno e che USB rivendica, come la richiesta di nazionalizzazione e di un’iniezione significativa di denaro per l’acquisto di un numero importante di macchine di lungo raggio e per sottrarre la compagnia da alleanze che hanno soltanto dissanguata Alitalia.

Puntualmente, le notizie stampa del CdA svolto ieri 16 febbraio parlano di “perfezionamenti” del Piano industriale con esuberi saliti oltre quota 2.000.

USB invierà formale diffida legale per partecipare alle trattative del CCNL con la propria piattaforma, rilanciando il presidio presso il ministero dei trasporti il 20 febbraio dalle 16.00 alle 19.00.
Soprattutto, ricorda lo sciopero di moltissime realtà del settore, articolato in 4 ore dalle 14.00 alle 18.00 di molte aziende e 24 ore in Alitalia e Sea.