AREA STAMPA

Piero Santonastaso

DIpartimento Comunicazione

Tel./Phone:
(+39) 3456712454

Fax:
(+39) 06 54070448

e-mail:
areastampa@usb.it

Roma, via dell'Aeroporto 129

Asia USB con i rifugiati di via Scorticabove: subito una soluzione abitativa stabile, stop alla caccia al povero

Nazionale -

Tre mesi esatti dopo lo sfratto dall’edificio di via Scorticabove 151, tre mesi durante i quali il Comune di Roma è stato sordo a qualsiasi richiesta di intervento, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha mandato le squadre speciali dei vigili urbani a scacciare anche dalla strada i rifugiati sudanesi del Darfur.

Lo fa nel giorno in cui si commemorano i 368 migranti morti nelle acque di Lampedusa, lo fa il giorno dopo l’arresto di Mimmo Lucano a Riace e lo fa a poche ore dall’incontro di Asia USB con il governo, nella persona del ministro pentastellato Danilo Toninelli, per riattivare in Italia una vera politica abitativa, dimenticata da tutti i governi succedutisi negli ultimi decenni.

I vigili urbani dopo aver frantumato con cura i gazebo utilizzati per ripararsi, hanno emesso un comunicato trionfale modello “l’ordine regna a Varsavia”, spingendosi persino a vantare il sequestro di auto rubate che purtroppo per loro non hanno alcuna relazione con i rifugiati. Sottinteso: “vedete come vi proteggiamo da pericolosi malfattori?”.

Dal canto suo il Campidoglio ha continuato con grande coerenza nella sua politica: non fare nulla per trovare una soluzione abitativa alternativa offerta – se non posti sparsi nei dormitori. Siamo in piena continuità con la politica delle tre scimmiette usata durante l’estate:

Non vedo. Che si tratta di rifugiati con pieno diritto di vivere in Italia, dove peraltro risiedono da oltre dieci anni.

Non sento. Tutti gli appelli, compresi quelli dell’Unhcr, a trovare una soluzione abitativa decente.


Non parlo. DI gente vittima delle truffe di Mafia Capitale, perché la crisi di via Scorticabove è stata aperta da una delle cooperative affiliata a quel sistema che ha improvvisamente smesso di pagare.

Nessuno dei rifugiati sudanesi ha mai espresso la pretesa di essere alloggiato a spese delle casse comunali. Sono tutti pronti a pagare, come peraltro fatto fino a luglio con le utenze di Scorticabove, e anche a farsi carico di uno dei tanti edifici pubblici abbandonati.

La linea dura della sindaca, in piena sintonia con la muscolarità salviniana, obbligherà questa sera decine di rifugiati sudanesi, tutti lavoratori, ad accamparsi alla stazione Termini.

Asia USB sarà ancora una volta accanto a loro. Al tempo stesso, chiede che il Campidoglio e la Regione si attivino in tempi certi e veloci per trovare loro una soluzione abitativa stabile. Basta con la caccia al povero scatenata nella Capitale.

 

Asia USB